Le opposizioni di centrosinistra al Consiglio regionale alzano la voce e annunciano battaglia contro quella che definiscono una “forzatura istituzionale senza precedenti”. Al centro delle critiche, l'atteggiamento del presidente uscente Roberto Occhiuto, che – nonostante le dimissioni formali dalla carica di Presidente della Giunta – continua a esercitare le sue funzioni da capo dell’esecutivo regionale.
È quanto emerso oggi, durante una conferenza stampa congiunta a Palazzo Campanella, convocata dai capigruppo Mimmo Bevacqua (PD), Davide Tavernise (M5S) e Antonio Lo Schiavo (Gruppo misto-Sinistra italiana).
“Occhiuto si comporta da abusivo alla Cittadella”
Parole durissime da parte del dem Bevacqua: «C’è un abusivo alla Cittadella», ha dichiarato. «La Costituzione, il Tar Calabria, la Corte Costituzionale e la giurisprudenza amministrativa parlano chiaro: dopo le dimissioni, le funzioni devono passare al vicepresidente per l’ordinaria amministrazione». Secondo Bevacqua, Occhiuto avrebbe perso la legittimazione popolare e starebbe provando a forzare le regole democratiche, restando in carica anche come Commissario alla Sanità, nonostante sia già in piena campagna elettorale per le regionali 2025.
I gruppi di minoranza hanno annunciato una formale richiesta di parere all’Avvocatura dello Stato, al Prefetto di Catanzaro e al Ministero dell’Interno.
Tavernise (M5S): “Sta scappando dalle sue responsabilità”
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Davide Tavernise, ha attaccato frontalmente Occhiuto, parlando di un presidente che «scappa dall’indagine» e che tenta di «tenere il pallone per non far giocare gli avversari». «Ogni giorno che passa – ha aggiunto – emergono nuove ombre. La sua ricandidatura è un insulto alle istituzioni».
Lo Schiavo: “Campagna elettorale falsata e regole violate”
Anche Antonio Lo Schiavo ha sottolineato la gravità della situazione: «Le dimissioni sono state annunciate prima sui social e solo dopo comunicate al Consiglio. Una mossa studiata a tavolino per vantaggi politici». Il consigliere ha inoltre espresso preoccupazione per i tempi stretti della campagna elettorale, che rischiano di penalizzare soprattutto le liste civiche e le nuove proposte.
Le opposizioni: “Vogliamo elezioni corrette e istituzioni neutrali”
«La legge impone elezioni entro 90 giorni e un governo di garanzia fino a quel momento» – hanno concluso i capigruppo. «Ma Occhiuto si comporta come se nulla fosse, continuando a occupare ruoli chiave e a gestire il potere. Questo non è accettabile: la Calabria merita rispetto delle regole, trasparenza e una competizione elettorale alla pari».
La replica del vicepresidente della Regione
Immediata e piccata la replica del vicepresidente della Regione, Filippo Pietropaolo, il quale ha invitato i gruppi di minoranza a leggere la normativa. Il testo normativo, spiega Pietropaolo, stabilisce che fino alla proclamazione del nuovo presidente, la Giunta e il presidente in carica restano in carica.
«La legge è chiara e non ammette interpretazioni - afferma l'esponente della Giunta regionale -. In altre regioni gli Statuti prevedono la gestione degli affari correnti, mentre in Calabria ciò non è contemplato». Pietropaolo rassicura inoltre che il presidente Occhiuto, il vice presidente e tutti gli assessori agiranno con responsabilità e trasparenza nelle settimane che precedono le prossime elezioni, nonostante le tensioni emerse dall’opposizione.