Nel quadro della nuova legge regionale 1/2026, pensata per fronteggiare in modo straordinario e temporaneo l’emergenza sanitaria, l’Asp di Vibo prova a intervenire per garantire la continuità dei servizi sanitari essenziali, facendo ricorso anche a medici collocati in quiescenza. Una misura tampone, ma necessaria, per rispondere alla grave carenza di medici che continua a penalizzare diversi presìdi ospedalieri del territorio.
La commissione straordinaria alla guida dell’Azienda sanitaria provinciale vibonese ha infatti dato il via libera a un avviso pubblico per il conferimento di incarichi libero-professionali della durata di 12 mesi a medici in pensione, specialisti nelle discipline maggiormente in sofferenza. Tra queste figurano neurologia, ortopedia e traumatologia, urologia, nefrologia e dialisi, radiodiagnostica, medicina d’urgenza, psichiatria e soprattutto anestesia, considerata una delle branche più critiche.
Proprio per l’anestesia e rianimazione, settore stremato da una carenza cronica di personale, la commissione ha rinnovato anche l’istituto delle prestazioni aggiuntive, affidate ai pochi anestesisti-rianimatori attualmente in servizio. Per questa misura è prevista una spesa massima di 230mila euro annui, necessaria per mantenere attivi reparti e sale operatorie.
L’intervento si affianca inoltre alla convenzione annuale siglata nei giorni scorsi con l’Azienda ospedaliero-universitaria “Dulbecco”, che fornirà specialisti all’Asp vibonese. Anche in questo caso il costo supera i 200mila euro all’anno, confermando l’elevato impatto economico delle soluzioni emergenziali.
Sempre in via provvisoria, fino al 28 febbraio, è stato possibile garantire un anestesista all’ospedale di Serra San Bruno, rimasto privo della figura dopo il pensionamento dell’unico specialista in organico.
